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11 May 2026

GLI UBRIACHI - Lorenzo Viani

 




Gli ubriachi è un libro crudele e compassionevole, popolato da marinai, vagabondi, ubriaconi e derelitti che la vita ha già spinto ai margini della società. In questo libro Viani immagina di dare vita ai suoi ritratti espressionisti, facendoli uscire dalla tela, dando loro voce e osservandoli barcollare tra Versilia e porto di Genova. Il vino come rifugio e condanna esistenziale, mentre la miseria diventa un destino ineluttabile per questi antieroi che decidono di non combattere la loro battaglia, persa in partenza. La lingua aspra, gergale e visionaria dell’autore dà loro poesia e riscatto, trasformando gli ultimi in figure leggendarie e degne di ammirazioni. È la letteratura che cerca l’autenticità della vita, senza fronzoli: un viaggio tra i reietti dove, per una volta, gli ultimi della terra hanno voce, cittadinanza e una bellezza feroce.


Lorenzo Viani (1882–1936) fu un ciclone intellettuale, pittore espressionista e scrittore che rifiutò ogni conformismo, definendosi un anarchico viscerale. Viareggino di nascita, dopo aver assimilato la lezione espressionista di Munch a Parigi, la sua arte, come la sua vita, rimase un atto di costante ribellione. Nonostante un'iniziale e controversa simpatia per il fascismo, abbandonata già intorno al 1931, Viani rimase ossessionato dalla autenticità degli ultimi. Tra le sue opere ricordiamo Parigi, diario dei suoi anni francesi, e Le chiavi nel pozzo, una straziante incursione nel manicomio di Magliano, testimoniando la sua costante empatia verso gli emarginati. Morì nel 1936, lasciando un'eredità artistica e letteraria caratterizzata dalla violenza espressiva e da una costante, disperata, ricerca di verità umana.




27 September 2018

JOURNAUX INTIMES - Charles Baudelaire

 C'est en 1887, dans les Œuvres posthumes, que furent publiés pour la première fois, sous l'appellation de Journaux intimes, les 3 ensembles de notes rédigées par Baudelaire entre 1855 et 1865 pour Fusées et Hygiène que Jacques Crépet rattache au premier recueil, et 1859-1866 pour Mon Cœur mis à nu. Ce dernier titre semble avoir été inspiré à l'auteur par Edgar Poe dans ses Marginalia : « S'il vient à quelque ambitieux la fantaisie de révolutionner d'un seul coup le monde entier de la pensée humaine, de l'opinion humaine et du sentiment humain, l'occasion s'en offre à lui. La route qui mène au renom universel s'ouvre droite et sans obstacle devant lui. Il lui suffira en effet d'écrire et de publier un très petit livre. Le titre en sera simple – quelques mots bien clairs – Mon Cœur mis à nu. [...] Mais l'écrire – voilà la difficulté. Aucun homme ne pourrait l'écrire, même s'il l'osait. Le papier se recroquevillerait et se consumerait au moindre contact de sa plume enflammée. » Le texte de ces recueils de notes trouva son établissement quasi définitif dans l'édition que donna en 1949 Jacques Crépet des Journaux intimes






Charles Baudelaire, né à Paris le 09/04/1821, mort à Paris le 31/08/1867. Grand poète du XIXème siècle, Charles Baudelaire est connu pour sa vie de bohème. Auteur torturé, il publia de son vivant une seule œuvre, les Fleurs du Mal. Ce recueil de poèmes fut condamné et censuré à sa sortie, car trop choquant pour la morale bourgeoise, avant de passer à la postérité. Baudelaire y met en lumière la dualité entre la violence et la volupté, le bien et le mal, la laideur et la beauté, l’enfer et le ciel.


02 May 2018

RACCONTI DI UN ETEROMANE - Jean Lorrain

TRADUZIONE:
MARTA CAPUA 

Jean Lorrain (9 Agosto 1855- 30 Giugno 1906) “pittore compiacente di ebbrezza e perversioni” così lo definisce il Grand Larousse Encyclopédique. Nato come Paul Duval, Lorrain fu un poeta, romanziere ed eteromane. Nato a Fécamp nel 1855, si trasferì a Parigi nel 1876, precisamente a Montmartre, dove cominciò scrivere sotto gli pseudonimi di Mademoiselle Baudelaire, Monsieur La Putaine o Monsieur Le Cul. La sua omosessualità fu così insolente, ed eccentrica che lo spinse a sfidare a duello Proust, dopo averlo accusato di essere anch’egli omosessuale, e Maupassant, che invece lo ferì ad una spalla; fu, inoltre, intimo amico dell’attrice Sara Bernhardt. Personaggio eccentrico e discusso già tra i suoi contemporanei, abusò di droghe e lottò a lungo contro la sifilide. Morì a Parigi, a 50 anni, a causa di una peritonite.

I “Racconti di un eteromane” sono allucinazioni, dove, come in un ballo in maschera, incubi e paure, tipiche dei racconti di Edgar Allan Poe, si mescolano con la bohème parigina durante l’apogeo della Belle Époque. Questo libro, composto da brevi racconti sull’eteromania, rispecchia le caratteristiche essenziali dell’opera di Lorrain: pessimismo, tolleranza, vizio, il gusto della provocazione e la compulsiva ricerca dei “paradisi artificiali”, il tutto incorniciato da una percezione visionaria dell’esistenza.

“Scendendo dalla scalinata del palazzo, lei incontrò grandi ombre che salivano in senso opposto: erano forme di cavalieri con elmi, dame vestite a festa e monaci incappucciati; vi erano anche prelati con mitra, lanzichenecchi e paggi, il profilo dei morioni, delle bandiere e delle lance emergeva in nero sull’alta tappezzeria, ma non erano nient’altro che ombre e non facevano nessun rumore. Gerda si trattenne, non osando fare un altro passo davanti a quel corteo silenzioso. «Non temere» gracchiò il corvo posato sulla sua spalla «sono più vuoti del fumo, sono i Sogni, non appena si spengono le luci, tutte le notti, invadono il palazzo»”.
Jean Lorrain