17 January 2018

Catalogue



B



Balzac de, Honoré - La obra maestra desconocida ES













Bertozzi, Gabriel Aldo - Return to Zanzibar EN












Bohorques Marchori, Lupe - Objetos Perdidos ES













Buonocristiano, Luca - Libro Rotto IT











C



Campana, Dino - Cantos Órficos ES











Campana, Dino - Canti Orfici IT











Carnevali, Emanuel - Molestando a América ES/EN











Carnevali, Emanuel - Disturbando l'América IT












Carnevali, Emanuel - Il primo dio IT












Conrad, Joseph - El Duelo ES











Conrad, Joseph - The Duel EN












F

Fitzgerald Scott, Francis - Cuentos de melancolía ES











Flaubert, Gustave - Memorias de un loco ES










Flaubert, Gustave - Mémoires d'un fou FR












Flaubert, Gustave - Diary of a Madman EN











Flaubert, Gustave - Diario di un Pazzo IT


G

Gianni, Eugenio - Saggio sull'arte contemporanea l'inismo IT


L

Lorrain, Jean - Cuentos de un bebedor de éter ES











London, Jack - Cuentos de soledad ES











London, Jack - John Barleycorn ES











London, Jack - John Barleycorn EN











London, Jack - John Barleycorn IT













M

Mantegazza, Paolo - Il secolo del tartufo IT











Melville, Herman - Benito Cereno ES












Melville, Herman - Benito Cereno IT











Melville, Herman - Benito Cereno EN











Melville, Herman - The confidence man EN











Mohr, Max - Venere in pesci IT 













R

Radiguet, Raymond - El diablo en el cuerpo ES











Radiguet, Raymond - Le diable au corps FR











Radiguet, Raymond - Il diavolo in corpo IT











Rajberti, Giovanni - El Gato ES











Rajberti, Giovanni - Il Gatto IT











Rocco, Antonio - L'Alcibiade fanciullo a scola IT













T

Twain, Mark - Pudd'nhead Wilson EN











Twain, Mark - Wilson to svitato IT


V

Vargas, Pamela - Valencia Walls & Words ES/EN








Vargas, Pamela - Valencia Walls & Words II ES/EN




31 December 2017

BENITO CERENO - Herman Melville


TRADUZIONE E POSTFAZIONE DI
 CRISTINA VITAGLIANO


Benito Cereno, pubblicato per la prima volta nel 1855, è un altro romanzo in cui l'autore prende spunto dalla sua esperienza da marinaio. È un modello di sintesi e di stile, dove Melville dipinge con colori plumbei una storia fitta di mistero e ambiguità: nel 1799, il capitano americano Amasa Delano ancorò nella baia di un'isola deserta al largo della costa cilena. Il mattino dopo apparve una misteriosa nave, la San Dominick. Questa era una nave negriera decimata da una tempesta e da un'epidemia. I marinai bianchi vivevano con i neri, senza provviste e in un malgoverno allarmante. Lì Delano incontrò il debole e malaticcio capitano Benito Cereno, che gli raccontò gli orrori del suo viaggio. Equivoci e diffidenza, passi descrittivi, altri allegorici, argomenti come il razzismo e la colonizzazione, sono tutti i temi che con il suo stile agile Melville riesce ad affrontare in questo libro così controverso, catturando il lettore sin dalle prime battute.

Herman Melville (New York, 1819 - 1891) all'età di undici anni si trasferì con la famiglia ad Albany, dove studiò fino a quando, a causa della bancarotta degli affari di famiglia, dovette cercarsi un lavoro. La difficoltà di trovare un lavoro stabile lo portò, nel 1841, ad arruolarsi su una baleniera. Il risultato delle sue esperienze in mare furono Typee (1846) e Omoo (1847). Nel 1850 pubblicò Moby Dick, un romanzo considerato una delle grandi opere della letteratura universale, che nascondeva la metafora del mondo e della natura umana: l'incessante ricerca dell'assoluto che sfugge sempre e la convivenza del bene e del male nell'uomo, andando oltre un argomento apparentemente semplice, come l'ossessione del capitano Achab per Moby Dick, la balena bianca.


«Ogni cosa era muta e calma, ogni cosa era grigia. Il mare, sebbene ondulato da lunghe increspature di schiuma, sembrava immobile ed era lucido in superficie, come il piombo fuso quando si raffredda e si indurisce nello stampo. Il cielo sembrava un mantello grigio. Stormi di uccelli grigi e inquieti, il cui oscuro aspetto si mescolava in tutto e per tutto a grigi e inquieti stormi di vapori e nuvole, sfioravano l’acqua come le rondini sfiorano i prati prima di una tempesta. Ombre presenti, che presagivano ombre ben più fitte in arrivo».

Herman Melville



19 December 2017

08 December 2017

VENERE IN PESCI - Max Mohr

IL PRIMO LIBRO DI MAX MOHR TRADOTTO IN ITALIANO

TRADUZIONE: SARA FERRO WEIL


Berlino, anni Venti. Un medico, il dottor Quaß e una dottoressa in medicina, non abilitata, la signorina Otterloo, entrambi con rapporti di lavoro traballanti, si incontrano in occasione di un parto in una ricca villa dove, per un equivoco, prestano ambedue assistenza alla partoriente, non senza pestarsi i piedi. Fanno la conoscenza di uno strano personaggio, il dottor Abba, un americano di colore, antidiluviano, figlio di un cantante jazz, ricco di nascita,  apostata, matematico, astronomo, anzi no, indubbiamente astrologo, spregiudicato e con guizzi bipolari. Assieme finiranno per aprire alle porte della città una “clinica medico-astrologica“, fondata allo scopo di circonvenire, molto elegantemente, schiere di nuovi ricchi e tutta una varietà di appartenenti al bel mondo, che come stregati dal dottor Abba, a frotte aderiranno entusiasti all'impresa. Ed ecco sfilare davanti al lettore una serie di personaggi disparatissimi, i cui tratti caratteriali, molto peculiari vengono descritti con arguzia politicamente scorretta e messi a nudo con eleganza alludendo ai problemi sociali della Repubblica di Weimar. Ci si muove tra la satira costante, la parodia, il nonsense e l'invettiva sociale elegantemente scoccata, che col senno di poi, sembrano un oscuri e grotteschi presagi del Nazionalsocialismo degli anni a venire.

Max Mohr (1891-1937) fu uno scrittore di successo nel periodo tra le due guerre. Nonostante fosse medico di professione, cercò sempre nuovi spazi dove far crescere il proprio talento per la scrittura. Intrattenne una serie di amicizie letterarie del calibro di Karl Kraus, Heinrich e Thomas Mann, D.H. Lawrence. Medico da campo volontario nella Prima Guerra Mondiale, non abbandonò mai la professione ma allo stesso tempo divenne uno degli autori di teatro più in voga della sua epoca, dedicandosi anche alla narrativa. Di famiglia ebraica, intuita l’eventualità di cupi scenari, visto l’'esacerbato clima sociale e politico in Germania, prese già nel 1934 la via dell'esilio, stabilendosi in Cina. Nemmeno qui conobbe pace: il paese era sconvolto dalla guerra civile, dall'inizio del conflitto mondiale e dalla guerra sinogiapponese. A Shanghai sbarcò il lunario grazie all’attività di medico (non a favore della comunità tedesca, che come in patria, rifiutava i medici ebrei), poi nel 1937, la prematura morte d’infarto. In Germania, intanto i suoi libri ardevano sulle tristemente famose pire ariane.


"Ultimo a spingersi in uno scompartimento non fumatori del metrò di Berlino in direzione ovest fu un giovanotto con una grossa borsa valigia in nappa di maialino. Il vagone era sovraffollato, era giusto orario di chiusura per negozi e attività. Il vagone era surriscaldato, era un aprile caldo. Nella vettura erano stipati l'una contro l'altra molestandosi scambievolmente, quarantasette persone: dodici manifatturieri tessili, cinque signori del settore dei generi alimentari, quattro signori del ramo automobilistico, un alto funzionario statale e due di media statura, un parrucchiere, un docente di medio alto tedesco, un dentista, un giornalista, due camerieri, il giovanotto con la grossa borsa valigia in nappa di maialino, sei segretarie d'ufficio, una consorte di una certa età e due giovani, un'insegnante di ginnastica moderna, due zie zitelle, un'attempata individualista dalla provincia e tre amanti.

La carrozza in testa si mise in moto tirando in avanti per i tubi neri. Sopra il centro della città strepitante, sopra le luci elettriche del ventesimo secolo, sopra le prime luci celesti della giovane notte. Nel cielo del Sud trovavasi la costellazione del Leone a fornire asilo al lento Nettuno peregrino. Il Dragone sfrecciante nel cielo del Nord si inalberava di fianco al Piccolo Carro fino al margine della Via Lattea, per frantumarsi poi davanti alla placida e impavida Vega. Marte era coperto da una piccola nuvola solitaria e Venere era in procinto di tramontare, sprofondandosi là nel mare di lacrime dell'Ovest."

Max Mohr



26 November 2017

MOLESTANDO A AMÉRICA~DISTURBING AMERICA - Emanuel Carnevali (ESPAÑOL - ENGLISH)

INTRODUCCIÓN Y TRADUCCIÓN:
JUANJO MONSELL

(ESPAÑOL - ENGLISH)

Emanuel Carnevali nació en Florencia el 4 de diciembre de 1897. Su infancia transcurrió entre Pistoia, Biella y Cossato. Tras la muerte de su madre, en 1911 Carnevali obtuvo una beca en Venecia, donde pasó dos años antes de ser expulsado del colegio.Tal y como narra él mismo en su novela “Il primo dio”, decidió emigrar a los Estados Unidos en 1914, con solamente dieciséis años, a causa de los continuos enfrentamientos con el padre.

Vivió hasta 1922 entre Nueva York y Chicago, al principio sin conocer una sola palabra de inglés y desempeñando trabajos temporales: friegaplatos, dependiente de una tienda de comestibles, camarero, limpiador de suelos, paleador de nieve, etc… Sufrió el hambre, la miseria y privaciones de todo tipo. Con el tiempo aprendió la lengua (leyendo los carteles comerciales de Nueva York), comenzó a escribir y a enviar sus versos a todas las revistas que conocía. Inicialmente rechazadas, sus poesías comenzaron poco a poco a ser publicadas y Carnevali se dio a conocer en el ambiente literario y trabó amistad con varios poetas como Max Eastman, Ezra Pound, Robert McAlmon y William Carlos Williams. Olvidado por la crítica y el público, ha dejado un pequeño pero tajante y fuerte rastro en la literatura americana del siglo XIX. Viviendo en la miseria, pasando de un trabajo a otro, de un amor a otro, frecuentando prostitutas y matones, logró ser parte, como extranjero, de la renovación de la vanguardia literaria americana de la época. Afectado por una enfermedad nerviosa, en 1922 volvió a Italia, donde vivió sus últimos veinte años entre hospitales y clínicas donde continuó escribiendo. Murió el 11 de enero de 1942 en la Clínica Neurológica de Bolonia.


Este volumen, el primer libro de Carnevali traducido al español, recoge toda su obra poética e incluye poemas inéditos. Edición bilingüe español-inglés.


"Vengo de América, donde todo Es más grande, pero menos majestuoso; Donde no hay vino. Llego a la tierra del vino – Vino para el alma. Italia es una pequeña familia; América es una huérfana Independiente y arrogante, Demente y sublime, Sin tradición para guiarla, Precipitándose de cabeza en una carrera loca que llama progreso. América tremendamente laboriosa, Constructora de las ciudades mecánicas. Pero con las prisas la gente se olvida de amar; Pero con las prisas uno abandona y pierde la bondad. Y el hambre es el patrimonio del emigrante"

Emanuel Carnevali




25 November 2017

LIBRO ROTTO - Luca Buoncristiano



 PREFAZIONE DI
SANDRO VERONESI 
+
 IL LIBRO ROTTO 
SECONDO DON MAZEL 
DI MAURO APRILE ZANETTI

Joe Rotto è l’archetipo del più cattivo dei salesmen, uno spacciatore di peccati che vende di tutto: armi, droghe, esplosivi, cadillac e cacciabombardieri. I suoi clienti vanno dai più miserabili alle celebrities d’America. “Il mondo è fatto di dipendenze, ed io sono qui per questo” è il suo adagio. La storia ha inizio quando si trova nella discoteca più in voga della città, per curare i suoi affari assieme al fedele cagnetto Sid, e decide di fare una telefonata per recuperare un debito non ancora saldato dal Re del pop in persona: Michael Jackson, minacciandolo di prendersi la sua amata Neverland. Da questo momento in poi, il viaggio di Joe e Sid verso la Città degli Angeli, si tramuterà in una vertigionosa discesa nei più reconditi angoli del mondo Rotto. 





"Joe Rotto inizia dentro ognuno di noi" 
(Sandro Veronesi) 

"Finalmente la verità su Michael Jackson" 
(Mick Jagger) 

“In Rotto non ci sono eventi, sei tu piuttosto l’evento perché sei in quello che accade con vergogna” 
(Mauro Aprile Zanetti) 

"Rotto, American Beauty!" 
(Kevin Spacey)










22 November 2017