viernes, 20 de diciembre de 2019

Recensione di Rita Bompadre per il Centro di Lettura Arturo Piatti de La Sesta Vocale di Riccardo Cecchetti

La sesta vocale di Riccardo Cecchetti (El Doctor Sax Beat & Books) è una visione del mondo in cui qualcosa che forse non indovineremo mai si impone a forma e metro di tutte le cose.


Una trama ossessiva, onirica ed inesorabile attraversa i personaggi, descritti e disegnati evocando l'autobiografia dell'autore, in cui l'essenza metafisica di un viaggio alla ricerca di Dio si incrocia con l'abisso della razionalità nel rigore di idealismo e di fatalità.

L'arte di Riccardo Cecchetti è nel colto talento di trapassare il groviglio dell'orrendo e del caos, estetico ed etico, ferendo il lettore ma rendendogli anche una più viscerale attenzione ai contenuti.

I riferimenti biblici e letterari che profeticamente animano la storia sono gli omaggi intellettuali che l'autore riconosce come patrimonio alla storia.

Il cammino gnostico e poetico, nell'attesa dell'incontro con Dio, è una terra di nessuno tra istinto e profondità, un'alleanza cupa e leggera che asseconda misticismo e filosofia con la complicità terrena e carnale nell'indagine dell'esistenza.

L'autore, nella viziosità della sua narrazione, è spietato, irriverente, compiaciuto e rovinosamente complice nell'ironica e grottesca pietas sulla condizione umana, nella deriva incontrollata avida di salvezza.

L'opera di Riccardo Cecchetti rivela la necessità e la possibilità di un'autentica forma di conoscenza, alimentata dal dubbio e dalla coscienza.

La qualità oscura e vibrata del suo immaginario è una miracolosa teatralità disegnata, una carica magnetica di sfumature seduttive che decantano e deridono l'anima.

La sua estrema sensibilità è palcoscenico umano di fumose, instabili e accorate lucidità.

L'autore ogni volta inaugura una scommessa con la vita destinando romantiche inquietudini ad ogni irruente atmosfera.

La forza creativa illumina le espressioni imprevedibili del tempo e delle sue fantasticherie, inseguendo la persistente ebbrezza stilistica dell'autore.

 Rita Bompadre 

miércoles, 18 de diciembre de 2019

viernes, 6 de diciembre de 2019

lunes, 2 de diciembre de 2019

MA SERVE DAVVERO?: INFIMA COSMOGONIA PER CAFONI - Riccardo Cecchetti



 MA SERVE DAVVERO? È l’ennesimo libro inutile nel panorama dell’editoria italiana. Se deciderete di intraprendere questo viaggio all’interno dell’estetica e del cervello di Riccardo Cecchetti sarete i benvenuti. Ma se è vero che dalla testa di Zeus uscirono divinità e idee spaventose, immaginate da quella del Cecchetti! Il lettore si prepari ad una vera e propria cosmogonia nella quale appariranno i personaggi che da anni ispirano l’immaginario del maestro: da Majakovskij a Paolo Pulici, dalla eterea signorina Richmond di Nanni Balestrini a Mishima, tutti coordinati sotto la regia lisergica di un maestro Woland/William Burroughs che ordisce la trama sia del lavoro grafico che di quello letterario. 
Dopo il viaggio iperuranico de La sesta vocale (El Doctor Sax 2019) in cui il nostro Cecchetti incontra niente meno che Dio in persona, questo è un libro sull’inutilità stessa dell’esistenza, che continuiamo a portarci appesa sulla schiena come scimmie, ma di cui non capiamo il senso. Un libro inutile sull’inutilità, per Oscar Wilde avrebbe rappresentato il culmine della produzione artistisca, ma per Cecchetti la sua cosmogonia è infima e per cafoni, fatta di idoli umani, troppo umani, donne troppo donne, paradossi, visioni e cialtronerie. Insomma, il libro che non stavate cercando. Ma serve davvero? 









RICCARDO CECCHETTI “Marchigiano di nascita in quel di Sarnano, Riccardo conosce nei primi anni ’90 il pittore Magdalo Mussio, che dalla sua Toscana si è trasferito nelle campagne delle Marche, e insegna all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Dice Cecchetti «L’incontro con Magdalo mi ha fatto drasticamente cambiare idea su qualsiasi approccio alle arti figurative». Il rapporto con Mussio, personaggio che alla pittura univa la passione per il teatro, il cinema, l’editoria; propugnatore di una forma di espressione artistica che deve coinvolgere l’immagine e la parola, segnerà in profondità il percorso espressivo del suo allievo. La gavetta di Riccardo è fatta di vari ed eventuali mestieri per garantirsi il pane quotidiano: animatore, barista, corrispondente locale del Messaggero, redattore per alcune riviste locali disegnatore di Prezzemolo per gli sfondi, amministratore di condomini, direttore di hotel. Poi iniziano le collaborazioni con Selen, Frigidaire, Caffè Illustrato, Il Manifesto. Sulla soglia dei quarant’anni, decide di trasferirsi a Torino, lì trascinato dalla forza della sua fede calcistica granata. L’incontro con Marco Peroni, altro personaggio poliedrico che sa giocare su più livelli con i testi, lo porta alla prima pubblicazione per l’editore Becco Giallo:una graphic novel che ha come protagonista il calciatore beat e ribelle Gigi Meroni, fuoriclasse del Torino degli anni ’60. Ad essa segue, in occasione del mezzo secolo dalla scomparsa, una seconda graphic novel dedicata ad Adriano Olivetti: Adriano Olivetti, un secolo troppo presto e I 41 colpi, omaggio alla poetica di Bruce Springsteen. Vive a San Salvario, insieme a Porta Palazzo il quartiere più multietnico di Torino”. 



Luciano Del Sette (Il Manifesto)



jueves, 28 de noviembre de 2019

CIELI D'ITALIA - Anacleto Verrecchia


Tipi curiosi e bizzarri s'incontrano nei Cieli d'Italia: Amilcare, così stravagante, che avrebbe dato filo da torcere a dieci psicologi messi insieme. Bastiano, tracagnotto ma agile come una faina che, non avendo nulla da fare, si metteva a contemplare l'Etna, perdendosi in fantasticherie senza fine. Pietro, lungo e diritto come un abete bianco e il suo coraggiosissimo cagnetto Fufi. Giovanni, il Fauno di Ceresole Reale, barbuto eremita del Gran Paradiso che conviveva armoniosamente con la natura e detestava gli uomini e il loro progresso. E ancora nietzscheani e wagneriani a duello in una Bayreuth dove "l'atmosfera è germanica, ma la gazzarra italiana", come scrive Vittorio Mathieu, per concludere con un epicedio di Arthur de Gobineau che proprio di Nietzsche fu il prescursore e di Wagner l’amico più caro, e che in Italia concluse la sua errante esistenza. 

Anacleto Verrecchia (Vallerotonda, 1926 - Torino, 2012) germanista e filosofo, ha vissuto fra Torino e Vienna, dove è stato per anni addetto culturale. Ha scritto numerosi libri tra i quali La catastofe di Nietzsche a Torino (Einaudi 1978), Giordano Bruno la falena dello spirito (Donzelli 2000) e Diario del Gran Paradiso (El Doctor Sax 2020) e ha collaborato con le pagine culturali de La Stampa, Die Presse e Die Welt. Verrecchia odiava la caccia, i politici, i cacalibri e i preti; invece amava molto Schopenhauer, la natura, le montagne, gli alberi monumentali e lo sguardo nobile degli animali. Lavorò sempre al confine tra letteratura e filosofia: la sua prosa filosofica chiara, energica e spesso polemica, è stata giudicata tra le migliori scritte oggi in Italia, insieme a quella di Guido Ceronetti, Manlio Sgalambro e Sossio Giametta.

COPERTINA DI RICCARDO CECCHETTI.

«Sbucato fuori non si sa bene da dove, il Fauno era cresciuto a Ceresole Reale. "Sono un vecchiaccio della montagna", soleva dire. Degli stambecchi che vivevano più in alto, egli aveva non solo la robustezza fisica, ma anche il carattere schivo. E a chi gli rimproverava di non essere più socievole, diceva senza mezzi termini che voleva evitare l'occasione di giudicare il prossimo. "Tutti i nostri mali", aggiungeva, "derivano dal fatto che non siamo capaci di starcene da soli". (...) Per amore dell'indipendenza, non volle mai abbandonare i suoi monti e scendere in pianura, in mezzo a quelli che chiamava"i disgraziati della città". Aveva un'individualità troppo forte per confondersi e amalgamarsi con gli altri». 

Anacleto Verrecchia





martes, 22 de octubre de 2019

MUTAGÉNESIS - Marina González & Manuel Garrido



Mutagénesis es un libro de relatos sobre la supervivencia que escribe Marina González e ilustra Manuel Garrido. Una de sus cualidades es el hecho de mantener precisamente ambas formas: el texto y la ilustración en plano de igualdad, es decir, sus imágenes no están supeditadas a lo escrito. Se trata de una apuesta experimental en la que prima lo expresionista y la plasticidad a través de cuentos heterogéneos y linograbados. 

La autora nos presenta unos relatos que podrían catalogarse como prosa lírica, haciendo eco de su vocación poética. En cada una de las historias encontramos imágenes potentes que vienen de una particular visión de la condición humana y exponiendo la hondura a través de lo cotidiano, recordando a la mejor Clarice Lispector y sus personajes femeninos, caseros, pero al mismo tiempo mágicos, o una nueva forma de hallar fantasía en la cotidianidad. 

Marina González (1985) es una escritora valenciana radicada en Lisboa. Su voz a veces busca trazar una cínica descripción del mundo que se deshumaniza paulatinamente. En ella vemos homenajeados referentes de la poesía universal: Safo y Dylan Thomas, de Pessoa y de Emily Dickinson, y que no obstante conserva su propia originalidad. Con El Doctor Sax editorial también ha publicado su cuarto poemario Puro Buitre (2018).

lunes, 21 de octubre de 2019

EL GATO - Giovanni Rajberti (Segunda edición ilustrada por Natalia Verginella)



SEGUNDA EDICIÓN ILUSTRADA POR NATALIA VERGINELLA


El Gato es sin duda la mejor obra de Rajberti, reconocido por el mismísimo Baudelaire, que tuvo entre sus manos este libro y lo encontró muy divertido. En este panfleto sobresale la visión misántropa e individualista de Rajberti, acompañada de humor, fina ironía y ligereza. Tratando temas universales como la filosofía —humana y gatuna—, la naturaleza mezquina del hombre, las relaciones sociales y la negación de cualquier tipo de autoridad; este libro, traducido a varios idiomas, aparece aquí por primera vez en castellano. Durante más de ciento cincuenta años la crítica ha intentado etiquetar al Rajberti unas veces como liberal, otras como libertario, si bien la singularidad de este escritor consiste en su pensamiento: libre.




viernes, 4 de octubre de 2019

CANTOS ÓRFICOS - Dino Campana



INTRODUCCIÓN Y TRADUCCIÓN:
JUANJO MONSELL

Dino Campana (Marradi 20 agosto 1885 - Scandicci 1 marzo 1932) es considerado como el único poeta maldito de la literatura italiana del siglo XX. Uno de los motivos de su unión a los poetas maudits fue su interés y fascinación por poetas como Baudelaire, Verlaine, Rimbaud y Mallarmé, hecho que ha generado el surgimiento de una leyenda en torno a su figura Esta leyenda se ha sustentado no tanto en el carácter hermético y de difícil comprensión de su obra poética como en su biografía y su carácter. Sus extravagancias y su insociabilidad, provocadas por la enfermedad mental que padecía, los múltiples viajes que realizó buscando la huida, su taciturnidad, su aspecto físico (ropas raídas, zapatos viejos, largos cabellos y barba) y su pronta muerte han alimentado esta leyenda. 

La poesía de Campana debe ser vista y oída, para después ser leída. Así lo exige la enorme cantidad de imágenes marcadas por el juego cromático y de luces y sombras que aparecen dentro de los Cantos Órficos; así lo exigen las descripciones de paisajes ligados a la naturaleza, algunos estáticos y, otros, de un dinamismo inaprensible provocado por el continuo devenir del vagabundeo y del viaje. Así lo exige la presencia constante del silencio y la mudez, reflejo de soledad y libertad, que contrasta con los diferentes cantos, gritos o ruidos y la musicalidad que adquieren ciertos elementos naturales, como el agua.

 «Paseo bajo la pesadilla de los pórticos. Una gota de luz sanguínea, después la sombra, después una gota de luz sanguínea, la dulzura de los sepultados. Desaparezco en un callejón pero desde la sombra bajo un farol se emblanquece una sombra que tiene los labios teñidos. ¡Oh Satanás, tú que a las rameras nocturnas pones en el fondo de los cuadrivios, tú que desde la sombra muestras el infame cadáver de Ofelia, oh Satanás ten piedad de mi larga miseria!»







viernes, 27 de septiembre de 2019

Il Pinguino Rosa su La Matita nel caffé - 27settembre19 di Fabiana D'urso (italiano)


Nat e il Pinguino Rosa


Ci vuole un grande entusiasmo nella vita per portare avanti i progetti in cui crediamo, quando poi incontriamo le persone giuste (e non è mai un caso) semplicemente le cose si realizzano. La città di Valencia è stata il trait-d'union per Natalia Verginella, illustratrice, e Gabriele Nero, giovane editore italiano trasferitosi in Spagna. Laureata a Milano in Storia e Critica dell'Arte, dopo diverse esperienze maturate nell'ambito della fotografia e della grafica web sia in Italia che all'estero, Natalia ha deciso, insieme al suo gatto blu, di seguire solo la linea dell'illustrazione. Le chiedo di parlarmi del Pinguino Rosa e di Gabriele Nero (connubio cromatico anche di nomi...).




Ho conosciuto Gabriele Nero, editore della Casa editrice El Doctor Sax nella sua libreria in Calle Quart a Valencia nel 2014. Vivevo in quel barrio e la sua era la mia libreria di quartiere. È stata la musica che ascoltava a portarmi lì la prima volta. Da quel momento è iniziato un meraviglioso scambio di idee ed è nata una grande amicizia. Sai Fabiana quando le idee si trasformano in realtà si sprigiona un'energia incredibile e l'incontro con Gabriele nella mia vita rappresenta questo: energia creativa! Un'idea è come un germoglio per la nascita di altre idee, e infatti, ho mostrato a Gabriele delle semplici illustrazioni pensate per i più piccoli, e a quel punto abbiamo deciso di lanciare una collana di libri per l'infanzia, la Pinguino Rosa Books. Per ora la collana si compone di una sezione di libri bilingue e di una sezione di libri da colorare.

 


Questo progetto nasce con l'obiettivo di avvicinare i bambini al mondo dei libri fin dalla tenera età con un approccio multiculturale. In una società sempre più multietnica e variegata, in cui le famiglie bilingue sono sempre più numerose, i coloratissimi libri della Pinguino Rosa Books offrono ai più piccoli un primo passo per imparare non solo delle semplici parole in varie lingue, ma anche a cogliere le differenze e le novità, e ad essere empatici verso la complessità del reale e verso gli altri. Stimolare un bambino fin dalla nascita verso un cammino bilingue lo renderà consapevole che il mondo può essere raccontato con codici diversi e che le differenze sono una ricchezza.Per questo motivo il motto del Pinguino Rosa Books è “For penguins who look beyond the South Pole!”. I primi titoli bilingue della collana sono pensati per i più piccoli (1-3 anni) e sono pubblicati in cinque lingue: italiano, spagnolo, francese, inglese, tedesco.


Hanno per protagonisti, Martin, un buffo bimbo dai capelli arancioni, e il suo gatto Pof. Sono realizzati con forme semplici e colori vivaci. Sono facilmente sfogliabili e trasportabili in carrozzine e passeggini! Martin e Pof non sono solo degli amici, ma diventano anche delle figure di riferimento che accompagnano i bimbi verso la conquista delle prime parole. Ultimo titolo pubblicato della collana è un colouring book dedicato a Martin e Pof, pensato per i primi passi da artisti!
Fabiana D'Urso

L'articolo è apparso il 27 settembre 2019 su La Matita nel caffè.
Il blog purtroppo non esiste più, ma ringraziamo Fabiana D'Urso per averci concesso la riproduzione ed averci dedicato questo bellissimo articolo!







viernes, 16 de agosto de 2019

DE VUELTA A ZANZIBAR - Gabriel-Aldo Bertozzi

 De vuelta a Zanzibar, novela francesa publicada por primera vez en 2008 por Éditions du Rocher y, al año siguiente, en edición de bolsillo, por Motifs, es una road movie poderosa de una originalidad increíble, porque se centra en una investigación alquímica e impregnada de imágenes antiguas. Ante de esta edición se publicó en italiano e inglés. 

La amada del poeta Julius Applemayer se ha ido sin decir una palabra, dejando solo una variedad de objetos inusuales y misteriosos: una edición de las obras de Arthur Rimbaud, una postal con un fresco de la Reina de Saba, un colgante de oro, un billete etíope, dos hojas de signos enigmáticos... buscando la fugitiva Noname, Julius emprende un viaje salvaje que lo lleva desde Etiopía a Grecia, pasando por Zanzíbar, Tanzania, Togo, Francia e Italia. Siguiendo los rastros africanos de Rimbaud, Julius intenta encontrar un significado en los objetos que deja la fugitiva, pero ¿será eso suficiente para llevarlo hacia ella? 

Gabriel-Aldo Bertozzi, escritor, artista, profesor universitario y officier dans l’Ordre des Palmes Académiques, es el fundador del Inismo, un movimiento literario y artístico internacional creado en París en 1980. 

Novela traducida al español por Davide Tondodimamma, licenciado en Médiación Lingüística y Comunicación Intercultural y traductor con experiencia plurianual. 

«Vi archipiélagos lejanos, descubrí tribus desconocidas, crucé sabanas, desiertos abrasadores, me metí en bosques vírgenes siguiendo el curso de ríos imposibles y defendí la libertad de los pueblos a la deriva. He vivido mucho tiempo en una cabaña de otro lugar inhóspito... sin embargo, este mismo viaje real se resume en un pequeño núcleo que da vida al mismo número de cruces sin fin».

Gabriel-Aldo Bertozzi




miércoles, 14 de agosto de 2019

RETOUR Á ZANZIBAR - Gabriel-Aldo Bertozzi

Retour à Zanzibar, roman publié, pour la première fois, par les Éditions du Rocher, avec un véritable succès, c’est un road-movie inspiré et puissant, une course-poursuite aux accents rimbaldiens. C’est un récit de voyage très enjôleur et d’une incroyable originalité, parce que centré sur une enquête alchimique, et condensé d’imaginaire antique. 

L’auteur, connaisseur des techniques narratives, les dépasse ici pour offrir une œuvre d’un genre nouveau. Mais de quoi s’agit-il ? L’amante du poète Julius Applemayer est partie sans un mot, ne laissant derrière elle qu’un assortiment d’objets insolites et mystérieux : une édition des œuvres d’Arthur Rimbaud, une carte postale avec la reproduction d’une fresque représentant la reine du Saba, un pendentif en or, un billet de banque éthiopien, deux feuillets noircis d’inscriptions énigmatiques… 

Sur les traces de la fugitive Noname, Julius entreprend un voyage singulier qui le mène de l’Éthiopie à la Grèce en passant par Zanzibar. La Tanzanie ou encore l’Italie. En suivant la piste africaine de Rimbaud, Julius tente de donner un sens aux objets laissés parla fugitive, mais cela suffira-t-il à la mener jusqu’à elle? 

Gabriel-Aldo Bertozzi, écrivain, artiste, professeur universitaire et officier dans l’Ordre des Palmes Académiques, est le fondateur de l’Inisme, mouvement artistique et littéraire international créé en 1980 à Paris. 

«J’ai vu des archipels lointains, découvert des tribus inconnues, traversé des savanes, des déserts embrasés, j’ai pénétré des forêts vierges en suivant le cours de fleuves impossibles, et défendu la liberté de peuples à la dérive. J’ai vécu longtemps dans la hutte d’un ailleurs inhospitalier… cependant, ce voyage bien réel se résume en un noyau minuscule qui produit autant de traversées sans fin».
 Gabriel-Aldo Bertozzi


miércoles, 19 de junio de 2019

ARCANA OF DESIRE - Gabriel-Aldo Bertozzi

Love, madness, exoticism, Freemasonry, myth: all these elements make up a tale of wandering along the pathway of existence.

A story set in the autumn of 2010 along the Nile and in France (Paris, Chartres, Rheims). A novel where the quest for immortality is intertwined with a love story. On a voyage to Egypt, the architect Martin de Freycenet-Latour falls in love with a new Nefertiti.

The author, like an alchemist, sweeps away the solitude of beings to revitalize the music of the spheres through a course of initiation and emancipation.

Gabriel-Aldo Bertozzi is the founder of Inism, an international avant-garde movement created in Paris which has spread especially in Europe and the Americas. El Doctor Sax has previously published his novel Return to Zanzibar in David W. Seaman’s English translation.

Novel translated from the French by David W. Seaman, professor of French literature at Georgia Southern University, specializing in the avant-garde.