miércoles, 1 de enero de 2020

viernes, 20 de diciembre de 2019

Recensione di Rita Bompadre per il Centro di Lettura Arturo Piatti de La Sesta Vocale di Riccardo Cecchetti

La sesta vocale di Riccardo Cecchetti (El Doctor Sax Beat & Books) è una visione del mondo in cui qualcosa che forse non indovineremo mai si impone a forma e metro di tutte le cose.


Una trama ossessiva, onirica ed inesorabile attraversa i personaggi, descritti e disegnati evocando l'autobiografia dell'autore, in cui l'essenza metafisica di un viaggio alla ricerca di Dio si incrocia con l'abisso della razionalità nel rigore di idealismo e di fatalità.

L'arte di Riccardo Cecchetti è nel colto talento di trapassare il groviglio dell'orrendo e del caos, estetico ed etico, ferendo il lettore ma rendendogli anche una più viscerale attenzione ai contenuti.

I riferimenti biblici e letterari che profeticamente animano la storia sono gli omaggi intellettuali che l'autore riconosce come patrimonio alla storia.

Il cammino gnostico e poetico, nell'attesa dell'incontro con Dio, è una terra di nessuno tra istinto e profondità, un'alleanza cupa e leggera che asseconda misticismo e filosofia con la complicità terrena e carnale nell'indagine dell'esistenza.

L'autore, nella viziosità della sua narrazione, è spietato, irriverente, compiaciuto e rovinosamente complice nell'ironica e grottesca pietas sulla condizione umana, nella deriva incontrollata avida di salvezza.

L'opera di Riccardo Cecchetti rivela la necessità e la possibilità di un'autentica forma di conoscenza, alimentata dal dubbio e dalla coscienza.

La qualità oscura e vibrata del suo immaginario è una miracolosa teatralità disegnata, una carica magnetica di sfumature seduttive che decantano e deridono l'anima.

La sua estrema sensibilità è palcoscenico umano di fumose, instabili e accorate lucidità.

L'autore ogni volta inaugura una scommessa con la vita destinando romantiche inquietudini ad ogni irruente atmosfera.

La forza creativa illumina le espressioni imprevedibili del tempo e delle sue fantasticherie, inseguendo la persistente ebbrezza stilistica dell'autore.

 Rita Bompadre 

miércoles, 18 de diciembre de 2019

viernes, 6 de diciembre de 2019

lunes, 2 de diciembre de 2019

MA SERVE DAVVERO?: INFIMA COSMOGONIA PER CAFONI - Riccardo Cecchetti



 MA SERVE DAVVERO? È l’ennesimo libro inutile nel panorama dell’editoria italiana. Se deciderete di intraprendere questo viaggio all’interno dell’estetica e del cervello di Riccardo Cecchetti sarete i benvenuti. Ma se è vero che dalla testa di Zeus uscirono divinità e idee spaventose, immaginate da quella del Cecchetti! Il lettore si prepari ad una vera e propria cosmogonia nella quale appariranno i personaggi che da anni ispirano l’immaginario del maestro: da Majakovskij a Paolo Pulici, dalla eterea signorina Richmond di Nanni Balestrini a Mishima, tutti coordinati sotto la regia lisergica di un maestro Woland/William Burroughs che ordisce la trama sia del lavoro grafico che di quello letterario. 
Dopo il viaggio iperuranico de La sesta vocale (El Doctor Sax 2019) in cui il nostro Cecchetti incontra niente meno che Dio in persona, questo è un libro sull’inutilità stessa dell’esistenza, che continuiamo a portarci appesa sulla schiena come scimmie, ma di cui non capiamo il senso. Un libro inutile sull’inutilità, per Oscar Wilde avrebbe rappresentato il culmine della produzione artistisca, ma per Cecchetti la sua cosmogonia è infima e per cafoni, fatta di idoli umani, troppo umani, donne troppo donne, paradossi, visioni e cialtronerie. Insomma, il libro che non stavate cercando. Ma serve davvero? 









RICCARDO CECCHETTI “Marchigiano di nascita in quel di Sarnano, Riccardo conosce nei primi anni ’90 il pittore Magdalo Mussio, che dalla sua Toscana si è trasferito nelle campagne delle Marche, e insegna all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Dice Cecchetti «L’incontro con Magdalo mi ha fatto drasticamente cambiare idea su qualsiasi approccio alle arti figurative». Il rapporto con Mussio, personaggio che alla pittura univa la passione per il teatro, il cinema, l’editoria; propugnatore di una forma di espressione artistica che deve coinvolgere l’immagine e la parola, segnerà in profondità il percorso espressivo del suo allievo. La gavetta di Riccardo è fatta di vari ed eventuali mestieri per garantirsi il pane quotidiano: animatore, barista, corrispondente locale del Messaggero, redattore per alcune riviste locali disegnatore di Prezzemolo per gli sfondi, amministratore di condomini, direttore di hotel. Poi iniziano le collaborazioni con Selen, Frigidaire, Caffè Illustrato, Il Manifesto. Sulla soglia dei quarant’anni, decide di trasferirsi a Torino, lì trascinato dalla forza della sua fede calcistica granata. L’incontro con Marco Peroni, altro personaggio poliedrico che sa giocare su più livelli con i testi, lo porta alla prima pubblicazione per l’editore Becco Giallo:una graphic novel che ha come protagonista il calciatore beat e ribelle Gigi Meroni, fuoriclasse del Torino degli anni ’60. Ad essa segue, in occasione del mezzo secolo dalla scomparsa, una seconda graphic novel dedicata ad Adriano Olivetti: Adriano Olivetti, un secolo troppo presto e I 41 colpi, omaggio alla poetica di Bruce Springsteen. Vive a San Salvario, insieme a Porta Palazzo il quartiere più multietnico di Torino”. 



Luciano Del Sette (Il Manifesto)



jueves, 28 de noviembre de 2019

CIELI D'ITALIA - Anacleto Verrecchia


Tipi curiosi e bizzarri s'incontrano nei Cieli d'Italia: Amilcare, così stravagante, che avrebbe dato filo da torcere a dieci psicologi messi insieme. Bastiano, tracagnotto ma agile come una faina che, non avendo nulla da fare, si metteva a contemplare l'Etna, perdendosi in fantasticherie senza fine. Pietro, lungo e diritto come un abete bianco e il suo coraggiosissimo cagnetto Fufi. Giovanni, il Fauno di Ceresole Reale, barbuto eremita del Gran Paradiso che conviveva armoniosamente con la natura e detestava gli uomini e il loro progresso. E ancora nietzscheani e wagneriani a duello in una Bayreuth dove "l'atmosfera è germanica, ma la gazzarra italiana", come scrive Vittorio Mathieu, per concludere con un epicedio di Arthur de Gobineau che proprio di Nietzsche fu il prescursore e di Wagner l’amico più caro, e che in Italia concluse la sua errante esistenza. 

Anacleto Verrecchia (Vallerotonda, 1926 - Torino, 2012) germanista e filosofo, ha vissuto fra Torino e Vienna, dove è stato per anni addetto culturale. Ha scritto numerosi libri tra i quali La catastofe di Nietzsche a Torino (Einaudi 1978), Giordano Bruno la falena dello spirito (Donzelli 2000) e Diario del Gran Paradiso (El Doctor Sax 2020) e ha collaborato con le pagine culturali de La Stampa, Die Presse e Die Welt. Verrecchia odiava la caccia, i politici, i cacalibri e i preti; invece amava molto Schopenhauer, la natura, le montagne, gli alberi monumentali e lo sguardo nobile degli animali. Lavorò sempre al confine tra letteratura e filosofia: la sua prosa filosofica chiara, energica e spesso polemica, è stata giudicata tra le migliori scritte oggi in Italia, insieme a quella di Guido Ceronetti, Manlio Sgalambro e Sossio Giametta.

COPERTINA DI RICCARDO CECCHETTI.

«Sbucato fuori non si sa bene da dove, il Fauno era cresciuto a Ceresole Reale. "Sono un vecchiaccio della montagna", soleva dire. Degli stambecchi che vivevano più in alto, egli aveva non solo la robustezza fisica, ma anche il carattere schivo. E a chi gli rimproverava di non essere più socievole, diceva senza mezzi termini che voleva evitare l'occasione di giudicare il prossimo. "Tutti i nostri mali", aggiungeva, "derivano dal fatto che non siamo capaci di starcene da soli". (...) Per amore dell'indipendenza, non volle mai abbandonare i suoi monti e scendere in pianura, in mezzo a quelli che chiamava"i disgraziati della città". Aveva un'individualità troppo forte per confondersi e amalgamarsi con gli altri». 

Anacleto Verrecchia





martes, 22 de octubre de 2019

MUTAGÉNESIS - Marina González & Manuel Garrido



Mutagénesis es un libro de relatos sobre la supervivencia que escribe Marina González e ilustra Manuel Garrido. Una de sus cualidades es el hecho de mantener precisamente ambas formas: el texto y la ilustración en plano de igualdad, es decir, sus imágenes no están supeditadas a lo escrito. Se trata de una apuesta experimental en la que prima lo expresionista y la plasticidad a través de cuentos heterogéneos y linograbados. 

La autora nos presenta unos relatos que podrían catalogarse como prosa lírica, haciendo eco de su vocación poética. En cada una de las historias encontramos imágenes potentes que vienen de una particular visión de la condición humana y exponiendo la hondura a través de lo cotidiano, recordando a la mejor Clarice Lispector y sus personajes femeninos, caseros, pero al mismo tiempo mágicos, o una nueva forma de hallar fantasía en la cotidianidad. 

Marina González (1985) es una escritora valenciana radicada en Lisboa. Su voz a veces busca trazar una cínica descripción del mundo que se deshumaniza paulatinamente. En ella vemos homenajeados referentes de la poesía universal: Safo y Dylan Thomas, de Pessoa y de Emily Dickinson, y que no obstante conserva su propia originalidad. Con El Doctor Sax editorial también ha publicado su cuarto poemario Puro Buitre (2018).

lunes, 21 de octubre de 2019

EL GATO - Giovanni Rajberti (Segunda edición ilustrada por Natalia Verginella)



SEGUNDA EDICIÓN ILUSTRADA POR NATALIA VERGINELLA


El Gato es sin duda la mejor obra de Rajberti, reconocido por el mismísimo Baudelaire, que tuvo entre sus manos este libro y lo encontró muy divertido. En este panfleto sobresale la visión misántropa e individualista de Rajberti, acompañada de humor, fina ironía y ligereza. Tratando temas universales como la filosofía —humana y gatuna—, la naturaleza mezquina del hombre, las relaciones sociales y la negación de cualquier tipo de autoridad; este libro, traducido a varios idiomas, aparece aquí por primera vez en castellano. Durante más de ciento cincuenta años la crítica ha intentado etiquetar al Rajberti unas veces como liberal, otras como libertario, si bien la singularidad de este escritor consiste en su pensamiento: libre.