lunes, 4 de mayo de 2020

CAGLIARI CAMPIONE - Enrico Romanetto & Riccardo Cecchetti

CAGLIARI CAMPIONE
Un'isola, uno scudetto, un popolo

di Enrico Romanetto

con le illustrazioni di
Riccardo Cecchetti




C'è una storia da celebrare in questo 2020:  è quella del riscatto di un popolo intero. La vittoria del primo scudetto del Cagliari. L'epopea dei suoi campioni a partire da quel Luigi Riva che da Leggiuno ha scelto la Sardegna. Per sempre. Un'epica a cui presero parte Nené e Albertosi, guidati da Manlio Scopigno, il filosofo. El Doctor Sax ha scelto di farlo con una pubblicazione celebrativa che tiene insieme la storia di quel 1969/1970 e di un calcio che non è solo un solco nella memoria. Il giornalista Enrico Romanetto ha unito le forze con Riccardo Cecchetti, che ha illustrato per immagini l'impresa che Cagliari e il suo Casteddu meritano di festeggiare nel suo cinquantesimo.


La storia dello scudetto del Cagliari è stata senza dubbio la più epica e allo stesso tempo sentimentale, che il calcio italiano abbia mai vissuto e ancora oggi rappresenta più di un simbolo per chi tifa per squadre, cosiddette, “minori”. L’archetipo sportivo di Davide che batte Golia. In questo libro celebrativo il giornalista Enrico Romanetto e l’illustratore Riccardo Cecchetti ripercorrono, attraverso il racconto e le immagini, una delle imprese sportive più romantiche di sempre: lo scudetto del Cagliari 1969-70. Rivivremo le gesta di Riva, Nenè, Albertosi e compagni, guidati dall’allenatore filosofo Scopigno, oltre all’entusiasmo che quella fantastica squadra fu capace di regalare a tutta la Sardegna, andando oltre l’incredibile vittoria calcistica. Segnando, di fatto, il  riscatto di un’isola e di un popolo.



«Non senti come suona forte? Forte come il rombo del tuono, mica lo chiamavamo così per niente. E credimi che l’ho sentito, l’ho sentito pronunciare così forte che sembrava far tremare la terra. Per quanto potesse sembrare solo un sogno, l’apparizione di Luigi Riva da Leggiuno - a cui Gianni Brera aveva cambiato il nome in quella sorta di unico fonema, quasi un’onomatopea di rivalsa - per Pibiri era assolutamente reale e si mescolava con la storia del suo ritorno in Sardegna e di una squadra. Su Casteddu».



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