11 May 2026

GLI UBRIACHI - Lorenzo Viani

 




Gli ubriachi è un libro crudele e compassionevole, popolato da marinai, vagabondi, ubriaconi e derelitti che la vita ha già spinto ai margini della società. In questo libro Viani immagina di dare vita ai suoi ritratti espressionisti, facendoli uscire dalla tela, dando loro voce e osservandoli barcollare tra Versilia e porto di Genova. Il vino come rifugio e condanna esistenziale, mentre la miseria diventa un destino ineluttabile per questi antieroi che decidono di non combattere la loro battaglia, persa in partenza. La lingua aspra, gergale e visionaria dell’autore dà loro poesia e riscatto, trasformando gli ultimi in figure leggendarie e degne di ammirazioni. È la letteratura che cerca l’autenticità della vita, senza fronzoli: un viaggio tra i reietti dove, per una volta, gli ultimi della terra hanno voce, cittadinanza e una bellezza feroce.


Lorenzo Viani (1882–1936) fu un ciclone intellettuale, pittore espressionista e scrittore che rifiutò ogni conformismo, definendosi un anarchico viscerale. Viareggino di nascita, dopo aver assimilato la lezione espressionista di Munch a Parigi, la sua arte, come la sua vita, rimase un atto di costante ribellione. Nonostante un'iniziale e controversa simpatia per il fascismo, abbandonata già intorno al 1931, Viani rimase ossessionato dalla autenticità degli ultimi. Tra le sue opere ricordiamo Parigi, diario dei suoi anni francesi, e Le chiavi nel pozzo, una straziante incursione nel manicomio di Magliano, testimoniando la sua costante empatia verso gli emarginati. Morì nel 1936, lasciando un'eredità artistica e letteraria caratterizzata dalla violenza espressiva e da una costante, disperata, ricerca di verità umana.




04 May 2026

AFFAMATI DI VITA - Jim Tully

 


Pubblicato nel 1924 e tradotto oggi per la prima volta in Italia, Affamati di vita è il crudo racconto della gioventù di Jim Tully, passata tra l’acciaio dei treni sui quali iniziò a saltare appena adolescente, e il fango degli accampamenti di vagabondi nei quali era costretto a rifugiarsi durante i suoi anni vissuti sulla strada. La trama si sviluppa come un mosaico di esistenze incrociate, dove il viaggio del protagonista diventa il pretesto per dar voce a un’umanità dolente di mendicanti, sbandati e sognatori che cercano di rubare un po’ di calore a un fuoco mai acceso per loro. È una storia che si compone di altre storie ai margini della società, un cammino irrequieto e sgangherato verso un futuro diverso che trasforma ogni fermata del treno in un frammento di un romanzo corale, scritto con la violenta autenticità di chi ha vissuto ogni parola sulla propria pelle.

Jim Tully (1886 – 1947) è stato pugile, forgiatore di catene, vagabondo, circense, giornalista di riviste scandalistiche e assistente di Charlie Chaplin. Come romanziere non scrisse mai per compiacere la critica, ma per documentare la verità nuda della strada. Considerato uno degli inventori dello stile hard-boiled, la letteratura degli ultimi, priva di filtri morali, Tully rappresenta la radice della narrativa statunitense, il punto di inizio della linea invisibile che parte da London, Melville, passa da Hemingway, dalla Beat Generation e arriva direttamente allo spietato realismo di Bukowski e Bunker.  Questa edizione restituisce al lettore un pioniere essenziale del Novecento, un autore che ha saputo esplorare il lato oscuro del sogno americano come nessuno aveva mai osato fare prima, ricordandoci che ogni essere umano ha una storia da raccontare e che, in fondo, siamo tutti affamati di vita.