28 June 2022

SANGUE E LATTE di Eugenio Di Donato su EUDEMOLIBRIA - di Silvia Pantò (Instagram)


Popolo di lettori, oggi vi presento un libro della letteratura contemporanea, un libro cui storia può essere percepita con tutti e cinque i sensi e quindi vissuta come reale sulla propria pelle, grazie allo stile semplice e diretto con il quale Eugenio di Donato racconta una storia di vita colma di forti contenuti.
Pubblicato da poco tempo dalla casa editrice internazionale El Doctor Sax , Sangue e latte (anche in versione spagnola con il titolo di Sangre y leche) è in breve arrivato sui comodini di molti amanti della lettura e non c’è da meravigliarsi, in quanto stiamo parlando di una storia che prende le redini dell’interesse già dalle prime righe.

Sangue e latte racconta una realtà paesana con la quale non è sempre semplice identificarsi, allo stesso tempo mette però in luce gli affetti familiari. È da questo tema che parte Ludovico (protagonista di questo bellissimo racconto) per poi svilupparne tanti altri.
Tra questi: l’importanza di esprimere sé stessi e le emozioni recondite che abbiamo dentro; eliminando l’abitudine di sentirsi solo un numero, e ancora, la presa di coscienza della verità e del dolore che a volte essa porta con sé… il conseguenziale coraggio di rialzarsi e agire.

Una vigorosa critica alla società contemporanea, fa spesso capolino tra un tema e l’altro, stabilendosi così come cornice perfetta di un racconto in cui l’autore, non ha altro desiderio che illustrare le fasi per raggiungere le luci dell’alba di una nuova vita.

20 June 2022

LA LISCA DEL PESCE PICCOLO di Roberto Vaio su IL CORRIERE DELLA SERA - di Francesca Angeleri


 


«La mia Torino underground e quel libro nato dieci anni fa»

Roberto Vaio, dj e storica voce di Radio Flash, presenta il suo romanzo «Ho messo la bella atmosfera torinese in una piccola città senza nome»


Tra le varie cose di cui si pregia questa città, per cui viene ricordata e apprezzata anche lontano da qui, oltre vari tipi di confini, c’è quello di avere un’anima profondamente (aggettivo non casuale) underground. Caratteristica che l’ha sempre fatta voltare verso Berlino, per esempio, spesso anche più lontano. Manifestando, cosa alquanto rara per i sabaudi, una certa ambizione. Ai torinesi piace essere definiti underground: arte underground, musica underground, pensiero underground. Fa gola, dà lustro, miete successi in pubblico, autorizza estremismi caratteriali, giustifica fallimenti professionali. Eppure. La verità è che pochi veramente lo sono o lo sono stati oppure, meglio, l’«hanno fatta veramente l’underground». Intesa come nutrimento, come humus su cui creare qualcosa, in cui esprimersi e divertirsi. Stimolando i «piani alti». Tra questi c’è sicuramente Roberto Vaio, che di underground ne ha fatta e vista tanta: dj, pittore, curatore d’arte indipendente, voce storica di Radio Flash (sob, si scriverebbe in un fumetto) oggi anche scrittore. Il suo romanzo La lisca del pesce piccolo, pubblicato dalla casa editrice di Valencia «El Doctor Sax», fondata dal torinese Gabriele Nero, dopo oltre un decennio passato sepolto in un vecchio pc, è subito arrivato al quarto posto della classifica «Humor nero» di Amazon.

Vaio, che effetto le fa avere, dopo tanta arte, successo con un libro?

«Lo avevo scritto nel 2011 e poi rivisto, quasi per gioco, nel 2017 con il mio amico giornalista Paolo dalla Zonca. Poi, per motivi troppo lunghi da spiegare, è tornato nel dimenticatoio. Passano una serie di anni e di coincidenze e mi ritrovo con un altro amico, Gabriele Nero, che lo legge, gli piace, lo pubblica. Questo romanzo rappresenta una conferma: se qualcosa deve esistere, esisterà. A prescindere dal suo creatore». Feedback?

«Sta appassionando sia amanti della letteratura sia chi ha interessi che riesco soltanto a definire opposti. Sto vivendo una doppia felicità. Anche se nel mio intimo, mentre sono da solo a casa e cerco me stesso mentre lavo i piatti, mi sento più spettatore che protagonista».

È la storia di Romano Furfaro, un ragazzo che fa il decoratore, di una sua vacanza al Sud con un amico ricco all’insegna del divertimento, la musica, il sesso sfrenato, ma...c’è un ma. Che libro è?

«È un mix tra la tristezza di Lars Von Trier e i fratelli Vanzina dei tempi d’oro».

Ci ha messo poca Torino. Strano per uno scrittore torinese. I suoi colleghi di solito fanno il contrario.

«Nella parte iniziale del libro c’è una piazza San Carlo impossibile da non riconoscere. In questo racconto ho diviso l’italia tra un Nord e un Sud. Ho tentato di mettere la bella atmosfera di Torino all’interno di una piccola cittadina senza nome».

Questa città l’ha fatta patire?

«Mi ha trattato come una madre severa, ma che di nascosto mi vuole bene e mi lascia fare ciò che voglio. La amo incondizionatamente, come si ama un genitore. È un posto strano, che permette a chiunque di arrivare al sodo con se stesso. Ogni giorno assisto a una specie di magia senza trucco, arte pura, vera, distante dai soldi. E poi, vai a capire cosa succede».

Dov’è Robi Vaio nei suoi personaggi?

«Ho fatto ben attenzione a rimanere lontano da me stesso. Se ci metti l’empatia coinvolgi in un modo, io ho usato la sola fiction, volevo fare più un esperimento sociologico. Sicuro che la realtà che guizza fuori dalle pagine la conosco fin troppo bene: dai lavoracci che facevo da piccolo quando ho lasciato la scuola fino alle nottate più favolose d’italia insieme alla contessa Pina Garavaglia, agli scenari estremi di Erotica con Helena Velena. Posso garantire che il sangue che scorre ne La lisca del pesce piccolo non è succo di pomodoro».

❞ È un mix tra la tristezza di Lars Von Trier e i fratelli Vanzina dei tempi d’oro Non c’è autobiografia, ma la realtà che guizza fuori dalle pagine la conosco fin troppo bene: dai lavoracci fatti da giovane alle nottate favolose

Francesca Angeleri

13 June 2022

FABULAS DE LIBERTAD de Antonio Gramsci en LOS CONJURADOS (Instagram)

 


Traducciones y adaptaciones de cuentos de los hermanos Grimm, seguido por una selección de Apólogos y pequeños cuentos de Turín y de Pequeños cuentos de Ghilarza y de la cárcel.
Dos niños y algunos animales son los protagonistas de estas fábulas que Antonio Gramsci le escribió a sus hijos, Delio y Giuliano, y a su esposa, Giulia Schucht, desde la cárcel, y que fueron escritas en forma de cartas para mantener la relación con su familia.

«Antonio Gramsci fue un filósofo, político, teórico marxista y periodista italiano. Nace en el seno de una familia pobre de Cerdeña Estudia Letras en Turín, donde entra en contacto con las ideas marxistas. Se afilia al Partido Socialista Italiano y trabaja en varios periódicos de índole política. Descontento con la deriva del partido, decide fundar junto con algunos comunistas el Partido Comunista Italiano, al que llega a representar como diputado. Con la subida al poder de Mussolini. Gramsci debe refugiarse en la clandestinidad. Es atrapado y encerrado en la cárcel, donde pasa el resto de su vida. Allí se dedica al estudio y a la redacción de su gran obra Los cuadernos de la cárcel. Las "Fábulas de Libertad" representan la faceta más literaria del autor. Se trata de una recolección de historias de carácter popular reinterpretadas por el Gramsci y adaptadas al contexto socio-político de su época, algunas tomadas de la tradición folclórica y otras inventadas por el propio autor. La complejidad de las ideas contenidas en la obra y la sencillez con que son tratadas, puesto que teóricamente la obra está destinada a la iniciación del niño en el mundo de los adultos, es lo que le confiere a "Fábulas de Libertad" un gran valor literario.» (CONTRATAPA)




25 May 2022

SANGUE E LATTE di Eugenio Di Donato su BIMAR BOOKS (Instagram)


"Avevo diciannove anni, ero sul binario e partivo per l'università, per la prima volta lasciavo casa per un lungo periodo di tempo. Mia madre mi urlò: " sangue e latte", che, nella nostra lingua, vuol dire DIVENTA UOMO.

Sangue e Latte, Eugenio Di Donato.

Questa è la storia di Ludovico Travagli, un uomo di quarantadue anni che ripercorre tra le pagine del libro, la sua vita fin dall'infanzia.

Utilizzando la tecnica del flusso di coscienza, il protagonista ci rende partecipi dei suoi traumi e di ciò che determinati avvenimenti traumatici gli hanno causato a livello psicologico e relazionale.

È molto piccolo quando per la prima volta sperimenta il dolore e la vergogna e capisce di non poter parlare con nessuno di ciò che gli è accaduto. Così si chiude in un silenzio assordante, che lo accompagnerà per molti anni durante l'età adulta. Un silenzio anestetizzante che ha come risultato un allontanamento dalla felicità.

Le tematiche affrontate nella lettura sono molteplici: lo stupro, la perdita di un figlio, il pregiudizio, la vergogna, la mancanza di comunicazione in famiglia, le aspettative genitoriali e tante altre.

Un libro breve, ma molto intenso e denso di significato.





 

CUENTOS DE UN BEBEDOR DE ÉTER de Jean Lorrain en LOS CONJURADOS (Instagram)


EL VISIONARIO
«Lei tus versos, sí, por encima de tu hombro. ¡Flores enfermas o rosas de hastío! Oh, eres un típico caso de espíritu otoñal. Ya no se te ve en ninguna parte, no sales más, ¿qué pasa, mi pobre amigo?». 
Entonces él respondió, con su voz abúlica:
«Lo que pasa, es eso...», y con su mano sorprendentemente fina y larga, me mostró por la alta ventana los árboles sin hojas de la avenida desierta y todo ese decorado de frío y de tristeza que noviembre dibuja en las esquinas de nuestras calles «¡Oh! Ese cielo amarillo y nublado que pesa como plomo, esos fantasmas de árboles sin ramas y esos techos como escondidos en la llovizna... y la fealdad de esos que andan por la calle, ¡qué escasos, por otra parte, pero sin embargo no lo suficiente! Me estoy muriendo, ya ves, por la falta de sorpresas, por la trivialidad de esta cosa pobre y fea que es la calle de París», «Y también un poco de esto» dije paseando mi mirada alrededor de la alta habitación amueblada y decorada con un lujo por lo menos extraño y, señalando un busto de bronce verde con ojos de plata bruñida apoyado encima de una columna de mármol, luego más lejos una cera pintada de pupilas extraviadas, de labios entreabiertos que erguía sobre un arcón una cara de agonía deliciosa, de gracia y espanto a la vez. 

«¿Acaso crees seriamente que todo este arte puede ser sano? Ciertamente hay brujería en esos arreglos, y cualquier mente se trastornaría por mucho menos». Y descubriendo, en un marco de plata vieja abollada de frutos de cornalina y de ágata, una extraña cabeza cortada de Safo o de Orfeo, le dije: «Y esa podredumbre, esa flor de anfiteatro en ese paisaje espectral, ¿tú crees que a la larga no te llega a destrozar los nervios tener delante todas esas cabezas cortadas? ¡La sola elección de esos colores es una confesión de enfermedad moral! ¿Dónde se vieron semejantes crisantemos, por ejemplo?».

Otro título del extraordinario catálogo de “El Doctor Sax”. Los cuentos de Lorrain son una maravilla.

 



15 May 2022

LA LISCA DEL PESCE PICCOLO - Roberto Vaio

La lisca del pesce piccolo è il racconto della sgangherata vacanza settembrina di Romano Furfaro, decoratore ventenne in piena crisi ormonale, e di Giacobbe Dj, eccentrica celebrità di provincia. Quest’ultimo convince il giovane amico ad accompagnarlo in questo viaggio, che prometteva essere all’insegna del divertimento, della musica e soprattutto del sesso sfrenato. La destinazione si rivelerà poi essere il Campeggio Luisa. In questo romanzo d’esordio Roberto Vaio tratteggia con leggerezza, fra l’ironico e il grottesco, le debolezze, ma anche il lato tenero, di quelle tipiche situazioni vacanziere in cui persone di staus sociali diversi, che in città non si sarebbero mai frequentate, diventano “amiche”. Tra una risata e l’altra, lo sviluppo della storia ci racconta di come, tante volte, siano gli stessi “pesci piccoli” a mettersi da soli in condizione di inferiorità, soprattutto quando si trovano al cospetto di chi ha molto più potere di loro. In questo libro non ci sono personaggi positivi: si resta a osservare questo grande acquario, in cui tutti gli altri pesci sono impegnati a sgomitare tra loro, per fare largo a quelli più grandi.

Roberto Vaio comincia le sue sperimentazioni artistiche sul finire degli anni Ottanta. Conosce Helena Velena che lo introduce alla prima edizione nazionale di Erotica, cha ha portato alla luce realtà inedite come il cibersex e il transgenderismo abbinate a nuove frontiere del fetish. Dalla seconda metà degli anni Novanta entra a far parte del gruppo di performer Vanitas Company capitanato dalla contessa Pinina Garavaglia. Sul finire del secondo millennio inizia l’esperienza a Radio Flash-Popolare Network, caratterizzata da format bizzarri e provocatori. Negli ultimi anni si è dedicato all’arte contemporanea, sua passione principale, come curatore di mostre e critico indipendente. Attualmente ha dato vita al format pittorico Don Chuck, uno fra gli esponenti del nuovo Manifesto dell'Arte Attuale. La lisca del pesce piccolo è il suo primo libro.

«Il vento di scirocco sbaragliava la foschia snebbiando un mare grosso e tondeggiante. Sopra le nostre teste si estendeva un cielo talmente celeste da mettere in imbarazzo qualsiasi altro paradiso, e il verde del campeggio vibrava da una sfumatura all’altra nutrendo le pupille di meraviglia. Mancavano solo due cose: una ragazza e la sua fica».

Roberto Vaio



11 May 2022

EFFETTO STOPPA di Aldo Taranto su LALETTRICERRANTE

 


El Doctor Sax è ormai una garanzia. Libri accuratamente selezionati, assolutamente originali e mai deludenti.

Tra le ultime proposte, "Effetto stoppa" è un romanzo breve dallo stile scarmigliato, scomposto, stopposo. L'effetto del mare sui capelli, irrigiditi e aruffati dalla salsedine, richiama l'identità dell'artista in crescita, che - come la chioma - sfugge al controllo.

Il giovane protagonista vaga tra le sue innumerevoli identità, ripercorrendo con il pensiero il suo perenne errare. Tra fotografie e appunti, sparsi tra tazzine, santini e oggetti di ogni tipo, i pezzi di ciò che egli è abitano le tappe del suo errare.

"Effetto stoppa" è una sorta di romanzo autobiografico, che rivela il movimento irrefrenabile di un artista che non conosce rifugi, se non quello della scrittura, che custodisce la sua famiglia, le sue identità, le sue minime certezze.

"L'errante nel suo errare pur non disponendo di posti sicuri in cui tenere le cose, quelle carte le tiene steette a sé".

Come posso non apprezzare un libro sull'erranza?!




LO SPIRITO DEL MALE - Alessandro Angeli

 

PARABOLA LISERGICA DI 
WILLIAM BURROUGHS

COPERTINA: 
RICCARDO CECCHETTI

Questo racconto, narrato in prima persona, ripercorre le tappe salienti della tormentata parabola esistenziale di Burroughs, fino alla drammatica sera in cui uccise sua moglie, Joan Vollmer. L’episodio che segnò un cambio di rotta, avvicinandolo, di fatto, alla sua straordinaria esperienza con la scrittura. Burroughs, attraverso la scrittura e non solo, ha saputo tracciare un immaginario pop vividissimo, amplificando le falle del non detto in ambito letterario, spostando i confini del senso, della costruzione sintattica, dell’omogeneità tematica come nessun altro. Angeli, attraverso una scrittura incalzante, ripercorre la tormentata parabola esistenziale dello scrittore americano, fino all'assassinio della moglie. Il racconto procede secondo il ritmo serrato del flusso di coscienza dello scrittore, immergendo completamente il lettore dentro la visione del mondo di questo personaggio.Il primo libro di Burroughs, Junkie, uscirà nel 1953, anticipando di qualche anno la pubblicazione di On the road, il manifesto della Beat Generation.

Alessandro Angeli è nato a Roma nel 1972, è insegnante di lettere e lettore per un’agenzia letteraria. Tra i suoi libri: Nostra patria è il mondo intero, biografia in libertà di Antonio Gamberi, poeta del popolo, pastore, minatore, antifascista (2016). Io non sono la Coop, infelice epilogo di uno stagionale nel tritacarne della grande distribuzione (2016). Combattevamo i fascisti per mare e per terra. Vita e ballate di Woody Guthrie (2018). Pam e Jim, una preghiera americana (2019). The Clash 1977, RiPunk Joe Strummer (2020). Morrissey, the eternal boy (2021), Transmission, ita/es (2021)





02 May 2022

27 April 2022

RACCONTI DI SOLITUDINE di Jack London su EUDEMOLIBRIA - di Silvia Pantò (Instagram)


Buongiorno cari Demoners, nuovo giorno nuovo genere: il racconto. 
Sembra sempre di tornare bambini attraverso lo stile di questo genere letterario e, nonostante il carattere più feroce di questa piccola serie di racconti di Jack London, vi posso assicurare che il risultato sarà il medesimo. 

Racconti di solitudine di Jack London (edito da El Doctor Sax) racchiude una sorta di magia, quella dell’individuo che fa i conti con la sua natura e con la Natura stessa. 
Attraverso descrizioni pregne di umanità, London traccia le righe della chiara fragilità dell’uomo, illustrando le varie forme di reagire alle proprie debolezze. Evidenzia allo stesso tempo la capacità umana di aggrapparsi alla vita, dichiarando in ultima istanza l’uguaglianza dell’individuo con l’animale.

Protagonista di questi racconti è inoltre la solitudine, così come anticipa il titolo. 
London nei tre racconti che compongono questa mini raccolta, ci parla della solitudine presentandola sotto vari aspetti: 
la solitudine di chi non riceverà mai amore, di chi non possiede le giuste parole per dire quel che sente e quella di chi viene abbandonato al suo destino. 
Il bello di questo libro? 
È che Racconti di solitudine non si limita solo a raccontare delle storie ma rende viva ogni emozione, trasferendo ognuna di esse dalla pagina direttamente al cuore del lettore.

El Doctor Sax ha inoltre pensato anche agli amanti della lettura in lingua straniera, pubblicando il suddetto volume anche in lingua spagnola (Relatos de soledad). 
Quest'ultimo contiene un bonus, un quarto racconto, da non perdere.

Silvia Pantò